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Adempimenti sicurezza cantieri. Quando, chi e come?

CantiereGià dalla fase di progettazione di una qualsiasi opera, il D.Lgs.81/08 e s.m.i. impone obblighi a quali devono attenersi i diversi soggetti coinvolti nell’esecuzione di lavori edili o di ingegneria civile nei cantieri temporanei o mobili.  

Infatti, l’art. 90 riporta gli obblighi a carico del committente (soggetto per conto del quale l’opera viene realizzata) o del responsabile dei lavori (nel caso di lavori pubblici RUP) che i soggetti citati devono assolvere, a partire dalla fase di progettazione dell’opera.

In particolare i commi 3 e  4 prescrivono che nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanee, il committente o il responsabile dei lavori, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione e prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’art.98 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.

Il comma 5, invece, prevede che, le disposizioni di cui al comma 4 si applicano anche nel caso in cui, che dopo l’affidamento dell’incarico a un’unica impresa, i lavori vengano poi eseguiti da più imprese.

Quindi, per la nomina dei coordinatori, il testo unico non ha indicato una durata minima del cantiere (200 uomini/giorno), come era prevista dall’ex D.Lgs.494/96,  ma l’unica condizione che fa scattare la nomina dei coordinatori è la presenza nel cantiere, di più imprese esecutrici anche non contemporanee

Come al solito però,  l’Italia nel recepire la direttiva europea, ha inserito il comma 11, con il quale, pensando di eludere la norma, ha previsto che nel caso di lavori privati non soggetti a permesso di costruire o comunque di importo inferiore ad Euro 100.000, le disposizioni di cui al comma 3 (cioè di nomina del coordinatore per la progettazione) non si applicano e in tal caso le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione.

Pertanto, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea è stata costretta ad intervenire sul contenuto del comma 11, con sentenza del 7 ottobre 2010 nel procedimento a carico dell’Italia C-224/09, stabilendo senza nessun equivoco, l’obbligo di nominare il coordinatore per la progettazione per ogni cantiere in cui sono presenti più imprese, non ammettendo quindi alcuna deroga.

Una volta, nominati i coordinatori, nei casi previsti, l’art.90 al comma 9 prescrive altri obblighi a carico del committente o del responsabile dei lavori, in modo particolare l’obbligo della verifica tecnico-professionale delle imprese affidatarie, obbligo previsto anche nel caso di affidamento dei lavori ad un ‘unica impresa o lavoratore autonomo.

Infatti alle lettere a) e b) sempre del comma 9, sono riportate le procedure e la documentazione che il committente o il RUP devono verificare prima di affidare i lavori alle imprese affidatarie.  A riguardo, si ricorda che i requisiti che le imprese e i lavoratori autonomi devono possedere, sono riportati nell’allegato XVII del D.Lgs.81/08.

L’art.97, invece,  prescrive che nel caso in cui l’impresa affidataria affidi lavori in sub-appalto, la verifica dell’idoneità tecnica-professionale delle imprese sub-appaltatrici è a carico del datore di lavoro dell’impresa affidataria (cioè della ditta che ha dato in sub-appalto i lavori) e non a carico del committente o del responsabile dei lavori.

Si fa notare, che la verifica dell’idoneità tecnico-professionale varia in funzione all’entità del cantiere, cioè in funzione dell’entità presunta del cantiere se inferiore o superiore a 200 uomini/giorno.

Quindi il limite dei famosi  200 uomini/giorno non si riferiscono più alla nomina dei coordinatori (ex D.Lgs. 494/96) ma alla verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici.

Sempre il comma 9 alla lettera c) prescrive che il committente o il responsabile dei lavori deve trasmettere all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della DIA (oggi anche SCIA) la dichiarazione attestante la verifica dell’idoneità tecnico-professionale di cui alle lettere a) e b) del comma 9 e la copia della Notifica Preliminare di cui all’art.99 del D.Lgs.81/08 e s.m.i.

Pertanto, la trasmissione della notifica preliminare rappresenta il terzo obbligo posto a carico del committente o del responsabile dei lavori.

Infatti, il committente o il responsabile dei lavori (per i lavori pubblici il RUP) deve trasmettere prima dell’inizio dei lavori, all’ASL e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti, la Notifica Preliminare elaborata conformemente all’allegato XII, nei seguenti casi :

  • a) cantieri di cui all’articolo 90, comma 3; - b) cantieri che inizialmente non soggetti all’obbligo di notifica, ricadono successivamente nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera; - c) cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore  a 200 uomini/giorno; 

Possiamo notare che alla lettera c) dell’art.99 si fa nuovamente riferimento all’entità del cantiere non inferire a 200 uomini/giorno, quindi come detto in precedenza il limite dei 200 uomini/giorno non si riferisce alla nomina dei coordinatori, ma all’invio della notifica preliminare agli organismi di vigilanza territorialmente competenti.

Pertanto, per una miglior comprensione, si riporta di seguito una tabella riepilogativa degli adempimenti obbligatori a carico del committente o del responsabile dei lavori (per i lavori pubblici il RUP)

In conclusione, va ricordato che l’art.90 al comma 10, stabilisce che in assenza della notifica preliminare di cui all’art.99, quando prevista, è sospesa l’efficacia del titolo abilitativo e l’organo di vigilanza è obbligato a comunicare l’inadempienza all’amministrazione concedente.

Per titolo abilitativo si intende anche la SCIA, quindi contemporaneamente all’invio della SCIA il committente o il responsabile dei lavori è obbligato a trasmettere all’amministrazione concedente, sia la notifica preliminare, quando prevista, sia la nomina dei coordinatori nei casi previsti e sia la dichiarazione della verifica di idoneità tecnico-professionale della ditta affidataria.

Infine, per quanto riguarda le sanzioni per i committenti o i responsabili dei lavori (per i lavori pubblici il RUP), per le omissioni di cui all’art.90 commi 3, 4, 5 e 9 lett.a) arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 Euro, mentre per le omissioni di cui all’art.90 comma 9, lett.c) sanzione amministrativa da 500 a 1.800 Euro.

TabellaDlgs81 2008

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